• (Avv. Dubini risponde) Formazione dei Lavoratori entro 60 giorni dall’assunzione: come interpretare questo obbligo?

    domanda

    Buongiorno Avvocato Dubini,
    siamo di nuovo a chiederle un aiuto nell'interpretare quanto indicato di seguito presente nell'Accordo del 2011.

    Il personale di nuova assunzione deve essere avviato ai rispettivi corsi di formazione anteriormente o, se ciò non risulta possibile, contestualmente all'assunzione. In tale ultima ipotesi, ove non risulti possibile completare il corso di formazione prima della adibizione del Dirigente, Preposto o del Lavoratore alle proprie attività, il relativo percorso formativo deve essere completato entro e non oltre i 60 giorni dall'assunzione.

    Cosa significa che "il percorso formativo deve essere completato entro 60 giorni"?

    Significa necessariamente che deve iniziare prima dell'assunzione o che può iniziare e concludersi entro i suddetti 60 giorni?

    Grazie come sempre per la collaborazione.

    risposta

    Gent.ma XXXXXXXX,
    lei deve iniziare la formazione del Lavoratore prima della sua adibizione all'attività lavorativa per quel che riguarda i rischi diretti e immeditati, giustificandone il motivo: è possibile dilazionare fino ad un massimo di 60 giorni quelle parti di formazione che non riguardano in maniera diretta e immediata il rischio lavorativo che riguarda il soggetto da formare (o che è direttamente gestito dal soggetto da formare in caso di preposto e dirigente).

    Cordiali saluti.

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    Distinti Saluti
    Avv. Rolando Dubini
    dettaglio
  • (Avv. Dubini risponde) Un RLS appena formato può evitare la formazione per Lavoratori ai sensi degli Accordi del 21/12/2011 e 25/07/2012?

    domanda

    Buongiorno Avvocato Dubini,
    chiediamo un suo parere sul fatto che un lavoratore eletto RLS con recente frequentazione del corso di 32 ore possa evitare la frequentazione dell’intero corso lavoratori ex accordo 21/12/2011 in base a quanto riportato sulla linea guida degli accordi.

    In attesa di una Sua eventuale risposta,
    La ringrazio per la consueta cortesia

    risposta

    E’ un problema del datore di lavoro, il quale può dare lui tale credito formativo al lavoratore, scrivendo di aver applicato il principio stabilito dagli accordi interpretativi del 25 luglio 2012 che così dispone: “Al fine di evitare la ripetizione di percorsi formativi tali – per numero di ore, contenuti e argomenti, oltre che per modalità di aggiornamento – da essere equivalenti o superiori a quelli oggetto di regolamentazione da parte degli accordi del 21 dicembre, si ritiene che la dimostrazione dell’avvenuta effettuazione di attività formativa (sia realizzata precedentemente alla pubblicazione degli accordi che svolta in vigenza dei medesimi) coerente con le disposizioni di specifico riferimento costituisca credito formativo ai fini di cui agli accordi citati.

    --
    Distinti Saluti
    Avv. Rolando Dubini
    dettaglio
  • (Avv. Dubini risponde) Chi è il datore di lavoro?

    domanda

    Buonasera Avvocato Dubini,
    Ci siamo conosciuti durante un corso sul D.Lgs 231 in Inglese svariati mesi fa.
    Non credo si ricordi di me, ma mi pemetto ugualmente di disturbarLa per chiederLe una informzione, sperando di non disturbarla oltremodo.
    Ho il caso di un Datore di Lavoro che dovrebbe fequentare un corso base RSPP/DL 48 ore.
    Lui stesso, però, ha sottoscritto una procura a favore del figlio il quale gestisce l'azienda dalla A alla Z (e che ha potere di spesa) ma che non compare nell'attstazione della CdC.
    La domanda a questo punto è: chi può fare il corso di RSPP/DL ?Deve farlo il padre o il figlio?

    In attesa di una Sua eventuale risposta,
    La ringrazio per la consueta cortesia

    risposta

    Salve, datore di lavoro è sicuramente il figlio, la definizione di datore di lavoro, anche in base all’articolo 299 del dlgs 81/2008, riguarda chi esercita il potere effettivo, e non i documenti come quello della camera di commercio.

    Il Documento di valutazione dei rischi,.prima di fare il corso, dovrebbe documentare questa situazione di fatto.

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    Distinti Saluti
    Avv. Rolando Dubini
    dettaglio
  • (Avv. Dubini risponde) Formazione lavoratori nelle imprese con 10 e meno dipendenti

    domanda

    Sono [omissis], Ispettore SPRESAL dell'ASL [omissis] di [omissis],
    Volevo por[rre] un quesito in merito alle nuove indicazioni desumibili dall'Accordo Stato-Regioni sulla formazione dei lavoratori.
    Circolano voci che, relativamente alle aziende di cui all'articolo 29 - comma 5° del D.Lgs. n.° 81/2008 (aziende che occupano fino a 10 lavoratori), i datori di lavoro possono motu proprio organizzarsi i corsi di formazione per i lavoratori in forma autonoma, ovvero non occorre obbligatoriamente richiedere agli enti bilaterali od agli organismi paritetici, qualora esistenti sia nel territorio che nel settore nel quale opera l'azienda, la collaborazione per la pianificazione e realizzazione delle attività di formazione.
    Risponde al vero queste notizie?

    grazie per la tua sempre gentile disponibilità.

    cordialmente [omissis]

    risposta

    L’accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012 è chiaro. Il D.Lgs 81/2008 “non impone al datore di lavoro di effettuare la formazione necessariamente con gli organismi paritetici quanto, piuttosto, di mettere i medesimi a conoscenza della volontà di svolgere una attività formativa; ciò in modo che essi possano, se del caso, svolgere efficacemente la funzione che il “testo unico” attribuisce loro, attraverso proprie proposte al riguardo”.
    Quindi non solo per le aziende fino a 10, ma per tutte le aziende la collaborazione è una semplice informativa, per giunta non sanzionata dal D.Lgs. n. 81/2008.

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    Distinti Saluti
    Avv. Rolando Dubini
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  • (Avv. Dubini risponde) Lavoratori retribuiti con P.IVA

    domanda

    I lavoratori retribuiti con P.IVA (es. venditori del prodotto finito) sono da ricomprendere nella definizione di lavoratore riportata all’art. 2 comma 1 lettera a) del
    D. Lgs. n. 81/08 per cui il datore di lavoro della Società in cui operano deve adempiere agli obblighi previsti nei loro confronti oppure sono da considerare lavoratori autonomi?
    Preciso:
    1) La Società XXX ha conferito a propri dipendenti la qualifica di AGENTE con il compito di promozione, conservazione e sviluppo di attività assicurativa riferita ad una gamma di prodotti definita.
    2) L’AGENTE conferisce al SUB-AGENTE, professionista a P.IVA non dipendente, l’incarico di promuovere l’attiva descritta sul territorio italiano
    3) Il sub-agentE opera sul territorio ed ha a disposizione uffici attrezzati presso la Società XXX e/o presso sedi operative della Società XXX
    4) Il SUB-AGENTE opera in esclusiva per l’AGENTE e deve esclusivamente occuparsi a tempo pieno dell’attività e deve astenesi dallo svolgere qualsiasi altra attività salvo autorizzazione scritta dell’AGENTE
    5) Nello svolgimento dei propri compiti il SUB-AGENTE deve conformarsi ai programmi indicati e alle direttive impartite dall’AGENTE sulla base delle linee guida della Società XXX.
    6) Quanto descritto è riportato in un “CONTRATTO DI SUB AGENZIA”.
    I SUB-AGENTI sono da ricomprendere nella definizione di lavoratore riportata all’art. 2 comma 1 lettera a) del D. Lgs. n. 81/08 per cui il datore di lavoro della Società XXX deve adempiere agli obblighi previsti nei loro confronti oppure sono da considerare lavoratori autonomi?

    Ringraziando anticipatamente porgo cordiali saluti.

    risposta

    Sono e restano lavoratori autonomi, soggetti all’articolo 21 del D.Lgs. n. 81/2008. Se operano per un solo committente vanno computati nel numero dei dipendenti per quel che riguarda alcuni obblighi quali numero rls, riunione periodica ecc., ma restano autonomi.
    In caso di interferenze datore di lavoro committente deve rispettare l’articolo 26 del dlgs 81/2008.

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    Distinti Saluti
    Avv. Rolando Dubini
    dettaglio

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