Rischi NaTech (“Natural – Technological” Risks) e stabilimenti a RIR (Rischio di Incidente Rilevante)

30.03.2017
Rischi NaTech (“Natural – Technological" Risks) e stabilimenti a RIR (Rischio di Incidente Rilevante)

La letteratura tecnica internazionale definisce i rischi NaTech (“Natural – Technological”) come rischi connessi con “incidenti tecnologici –come incendi, esplosioni e rilasci tossici- che possono verificarsi all’interno di complessi industriali e lungo le reti di distribuzione a seguito di eventi calamitosi di matrice naturale”. (Clerc e Le Claire, 1994; Lindell e Perry, 1996; Menoni, 1997).

Si tratta di rischi verso cui gli impianti ad alto rischio industriale (impianti a RIR – a Rischio di Incidente Rilevante) devono essere opportunamente monitorati in relazione alla cosiddetta “vulnerabilità d’area”, cioè la vulnerabilità di un particolare territorio rispetto agli eventi naturali a cui lui stesso è soggetto, ciascuno con le proprie caratteristiche, intensità e tempi di ritorno.

Le catastrofi naturali possono infatti comportare un rischio che non dipende unicamente dagli effetti diretti su persone e strutture, ma comprende anche gli effetti conseguenti ad eventuali rilasci di sostanze pericolose da item di impianti e stoccaggi colpiti dall’evento naturale stesso”. (da: VGR 2016, GDL NATECH – “Metodologie per la gestione di eventi Natech”)

Data la natura delle sostanze stoccate negli impianti a RIR e dei processi in essi svolti, questi impianti risultano infatti particolarmente sensibili agli eventi naturali estremi, che possono scatenare e addirittura amplificare gli eventi incidentali connessi i rischi rilevanti tipici di questi impianti: la storia mostra infatti una ampia casistica di eventi incidentali avviati da eventi naturali intensi e da essi amplificati in termini di magnitudo in relazione alla messa fuori servizio di impianti e strutture volte alla loro mitigazione.

La magnitudo di tali incidenti e infatti potenzialmente amplificata dalla possibile contemporanea messa fuori servizio dei sistemi di mitigazione preposti al contenimento degli eventi o alla messa in sicurezza degli impianti”. (da: VGR 2016, GDL NATECH – “Metodologie per la gestione di eventi Natech”)

In particolare, l’assenza di energia elettrica ed acqua si costituisce come un limite importante alle attività di mitigazione e contenimento degli effetti di un incidente Natech, e necessita quindi attività di pianificazione e di prevenzione mirata alla gestione di queste possibili conseguenze: anche l’addestramento degli incaricati alla gestione delle emergenze rischia in questi casi di essere carente, dato che l’addestramento viene normalmente previsto “per situazioni ed incidenti che sarebbero dovuti accadere durante le normali operazioni della fabbrica, ma non nella gestione dell’emergenza a causa di un evento Na-Tech (….)”. (da: VGR 2016, GDL NATECH – “Metodologie per la gestione di eventi Natech”)

Questa sinergia di effetti dei rischi Natech va infatti adeguatamente valutata, dato che “ignorare la dimensione multipla del rischio non consente nè di tener conto degli effetti amplificativi o a catena che possono innescarsi (effetto domino) nè, in positivo, delle sinergie che e possibile attivare tra azioni orientate alla prevenzione/mitigazione degli impatti determinati da diverse tipologie di rischio sui sistemi urbani o territoriali”. (da: VGR 2016, GDL NATECH – “Metodologie per la gestione di eventi Natech”)

Gli eventi Na-Tech (Natural – Technological event), che indicano la loro doppia composizione, naturale e tecnologica, come evidenziato dall’analisi storica, possono essere generati da diversi eventi naturali: fulmini; alluvioni; terremoti; fenomeni vulcanici; uragani; forte vento, trombe d’aria. Su 7109 eventi incidentali accaduti in siti industriali, n. 215 sono stati causati da eventi naturali (Banca dati MHIDAS). Il 3% degli eventi incidentali sono Na-Tech”. (da: VGR 2016, GDL NATECH – “Metodologie per la gestione di eventi Natech”)

L’analisi della letteratura storica degli eventi Natech permette inoltre di precisare che, in linea generale, gli eventi Natech originati dai terremoti sono i più rilevanti, ed i danni da essi generati sono primariamente rivolti alle strutture/apparecchiature ad essi più vulnerabili, quelle per il trasporto e per lo stoccaggio dei materiali (pericolosi), quali pipelines, pipeworks, storage tanks.

In relazione alle attività di soccorso e messa in sicurezza della popolazione, gli eventi Natech sono –da un lato- una importante causa di danni diretti alle popolazioni che vivono nelle vicinanze del sito industriale, causati da scenari incidentali che si sviluppano in seguito al danno delle strutture (incendi esplosioni rilasci tossici); dall’altro gli eventi Natech sono causa di danni indiretti legati alle difficoltà delle operazioni di soccorso quando occorre far fronte a scenari incidentali nei quali sono coinvolte sostanze pericolose.

Evidentemente un livello elevato di urbanizzazione nelle aree circostanti gli stabilimenti a RIR e difficoltà di accesso ai siti coinvolti a seguito di danni alle infrastrutture e vie di comunicazione al luogo aumenterà i danni prevedibili: per questo genere di eventi diventa quindi importante che vengano realizzate adeguate valutazioni di vulnerabilità finalizzate alla pianificazione delle azioni di mitigazione.

Si conclude qui il primo articolo introduttivo su questi tipi di “rischi complessi”: a breve approfondimenti in merito.

Il Settore Formazione del Comitato Tecnico Professionale GPL – Milano

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