• Norme tecniche per tubazioni impianti GPL (domestici ed industriali)

    domanda

    Buongiorno,
    sono a sottoporvi la necessita di alcune informazioni relative a tubazioni per Gpl (sempre esterne agli edifici) che di seguito vado ad esporvi.
    Sempre più spesso capita che i Vigili del fuoco o gli stessi utilizzatori richiedano delle prove di tenuta di tubazioni di gpl preesistenti di cui non sono in grado di recepire documentazione, le prove di tenuta vengono eseguire a pressioni in funzione delle relative pressioni di esercizio e la durata delle stesse in funzione della geometria delle stesse, di solito 24h, tuttavia spesso si riscontra molta confusione circa le norme da applicare in sede di prova di tenuta e soprattutto circa quale sia la norma a quale detta tubazione sia soggetta, ad esempio: Uso domestico o industriale, superiore o inferiore ai 35Kw, prima o dopo del punto di consegna, specie di tubazione e caratteristiche, famiglia del gas.
    L’insieme di tutti questi elementi fa si che spesso riceviamo verbali di collaudo che riportano specifiche di norme a parer nostro non applicabili.
    Sarebbe opportuno creare uno specchietto al fine di chiarire le norme applicabili alle tubazioni in funzione delle loro caratteristiche e le relative prove di tenuta.
    Nei giorni scorsi ho ricevuto un verbale di verifica per una tubazione in polietilene diametro 90 mm al servizio di una canalizzazione di circa 30 utenze domestiche ai sensi della norma UNI 9165, è corretto?
    Sarebbe opportuno creare un corso per chiarire aspetti relativi alle tubazioni in genere, comprese tubazioni per gas liquido, gassoso alta pressione, gassoso media e bassa pressione, anche alla luce dei nuovi materiali ora in commercio, quali ad esempio raccordi a pressare o a stringere.
    Detta esigenza nasce dal fatto che noi visitando diversi impianti da diverse aziende o diversi istallatori abbiamo constatato che mentre per l’impianto interno vi è molta chiarezza circa le norme ed i materiali da utilizzare non accade altrettanto per l’impianto esterno di adduzione in quanto ogni impiantista ha una sua idea circa i materiali da utilizzare e le caratteristiche dell’impianto.
    Restando a disposizione per ogni ulteriore chiarimento saluto.

    Grazie e arrivederci.

    risposta

    Buongiorno,
    la materia è complessa perchè ci sono molte norme che si occupano di impianti di distribuzione e di utilizzo, norme che peraltro si applicano in forma diversa a secondo se si tratta di reti di distribuzione, di derivazioni di utenza (e quindi di impianti a monte dei contatori o dei punti di consegna) oppure di impianti interni (e quindi a valle dei contatori o dei punto di consegna).

    Innanzi tutto è bene chiarire che per “impianto interno” non si intendono solo le tubazioni all’interno degli edifici, ma di quelle a valle dei contatori (e quindi anche una tubazione in giardino è a tutti gli effetti parte dell’impianto interno).

    Poi si deve precisare che l’ambito di applicazione del DM 37/08 riguarda gli impianti a valle del punto di consegna (contatore oppure bocchettone di carico, nel caso di serbatoi in comodato).

    In particolare le norme prevedono prove di tenuta con durate e pressioni diverse a seconda della famiglia di gas distribuito (II famiglia metano – III famiglia GPL), della specie della condotta (ovvero della pressione di esercizio), e della modalità di installazione (interrata o fuori terra)

    A seconda del tipo di impianto, dunque, trovano applicazione le seguenti norme:

    IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE:
    • UNI 9165/2004 - Reti di distribuzione (la definizione per le reti a GPL è quella della UNI 10682/10)
    • UNI 9860/2006 - Derivazioni di utenza

    IMPIANTI INTERNI:
    • UNI 7131/2014 – impianti uso domestico e similare con singoli apparecchi P<35 kW NON collegati a rete di distribuzione (serbatoi in comodato o somministrati con contatori ma non definibile come rete di distribuzione) • UNI 7129/2015 – impianti uso domestico e similare con singoli apparecchi P<35 kW collegati a rete di distribuzione • UNI 8723/2017 – apparecchi di cottura per comunità (ristoranti, mense ecc...) • UNI 11528/2014 e DM 12/04/1996 – impianti extradomestici P>35 kW (le classiche Centrali Termiche)
    inoltre, sempre per gli impianti interni uso domestico e similare, ci sono le norme di verifica (UNI 10738/2012 e UNI 11137-2/2012) che prevedono le modalità di effettuare le prove di tenuta con gas.

    Per rispondere alla tua specifica domanda circa la correttezza dell’applicazione della UNI 9165 per la prova di tenuta di una piccola rete da 30 utenze, la norma che citi non mi sembra corretta dal momento che -come già detto- la 9165 si occupa di reti di distribuzione, e la definizione di rete di distribuzione (contenuta nella UNI 10682), è:

    Rientrano nell’ambito di applicazione della presente norma le reti canalizzate che abbiano le seguenti caratteristiche:

    1) siano gestite in concessione;
    2) non siano gestite in concessione, ma abbiano le seguenti caratteristiche:
    - servano almeno 50 punti di riconsegna;
    - prevedano l’utilizzo di suolo pubblico;
    - i contratti stipulati con i clienti finali prevedano vincoli di esclusiva per durate superiori a cinque anni;

    (come peraltro definito anche nell’art. 80.4 dell’allegato A della Deliberazione dell’ARG/gas 159/08).

    Probabilmente la norma corretta da citare è la 9860... in realtà è questione di lana caprina perchè per i collaudi a pressione le due norme dicono sostanzialmente la stessa cosa (punto 8 della 9165 e punto 10.3 della 9860):

    9165/04 - reti di distribuzione (Pmax 5 bar)
    Prova tenuta punto 8:
    1,5 Pe – condotte di 4° e 5° specie
    1 bar – condotte di 6° e 7° specie
    24 h (4 h per tubazioni esterne di breve lunghezza)

    9860/06 – derivazioni di utenza (Pmax 5 bar)
    Prova tenuta punto 10.3:
    1,5 Pe – condotte Pe>0,05 MPa (0,5 bar) (4° e 5° specie)
    0,1 MPa (1 bar) – condotte 0,05 MPa (0,5 bar) ≤ Pe < Pdm e condotte interrate Pe ≤ Pdm 0,01 MPa (0,1 bar) – condotte aeree Pe ≤ Pdm Chiudo ricordando che per la determinazione della specie della condotta si può fare riferimento alla seguente tabella:

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    Distinti Saluti
    Dott. P. Viganò
    dettaglio
  • ADR: trasporto di bombole scadute di ricollaudo

    domanda

    Buongiorno,
    in data odierna un nostro autista è stato fermato dalla polizia stradale, contestandogli quanto riportato in allegato e precisamente che nell’unità di trasporto vi erano n. 1 bombola di gpl scaduta di collaudo del 2015 e n. 3 nel 2017.
    Anche se nel verbale il trasgressore (nostro autista) non ha dichiarato nulla, si fa presente che le bombole erano vuote e appena ritirate dal rivenditore.
    L’amministratore dopo una decina di minuti ha raggiunto la polizia stradale, che ha emesso il provvedimento, facendogli notare che le bombole erano vuote e pretendendo l’inserimento della dicitura nel verbale, ma i poliziotti hanno risposto che non faceva differenza fra piene e vuote perché se scadute possono essere trasportate soltanto se bonificate.
    Inoltre, hanno detto che provvederanno a notificare la stessa multa anche al rivenditore che ha consegnato le bombole scadute…..

    Grazie e arrivederci.

    risposta

    Buongiorno,
    l’ADR ammette il trasporto di bombole scadute anche se non bonificate, ai sensi delle indicazioni del punto 4.1.6.10 dell’ADR 2017, il quale recita: “…. I recipienti a pressione non devono essere riempiti dopo la data di scadenza del controllo periodico ma possono essere trasportati dopo questa data per essere sottoposti ad ispezione o per la loro eliminazione, compresa ogni operazione di trasporto intermedio”.

    Consultando inoltre un link con le FAQ rivolte al Ministero dell’Interno in merito al trasporto stradale (http://www.mininterno.net/eledom2.asp?ida=200&let=I) si verifica la conferma di questa indicazione dell’ADR, con il solo obbligo aggiuntivo di riportare sul documento di trasporto (che – ricordiamo- è obbligatorio anche per i trasporti di contenitori “vuoti non ripuliti”) la specifica dicitura “trasporto secondo ADR 4.1.6.10”.
    Consultando il medesimo link si evince la probabile causa della confusione della pattuglia, legata al fatto che per i “Grandi Recipienti per il Trasporto alla Rinfusa (GIR)” il loro trasporto dopo la scadenza può essere effettivamente operato ma solo previa loro bonifica.

    Cordiali saluti.

    PV

    Cordiali saluti.

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    Distinti Saluti
    Dott. P. Viganò
    dettaglio
  • Assenza del dato specifico di densità del GPL su DAS: è possibile?

    domanda

    Buongiorno,
    nel deposito primario dove carichiamo i bilici ricevo un DAS senza indicazione della densità del prodotto a 15 °C: è corretto?

    Grazie e arrivederci.

    risposta

    Salve,
    l’abrogazione dello storico obbligo di inserimento del perso specifico GPL sul DAS è espresso dal DM 25/03/1996 modificato ed integrato con il DM 16/05/1997 N.148 art.10, comma 3, lettera c).

    Cordiali saluti.

    PV

    Cordiali saluti.

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    Distinti Saluti
    Dott. P. Viganò
    dettaglio
  • Distribuzione GPL “servizio essenziale”: esenzione da obblighi di divieto di circolazione dei mezzi pesanti

    domanda

    Buongiorno,
    vorrei sapere dove è possibile recuperare indicazioni legislative in merito agli operatori del gas come soggetti di pubblica utilità, quindi esclusi dal divieto di circolazione dei mezzi pesanti.

    Grazie e arrivederci.

    risposta

    Buongiorno,
    tutte le info sono rintracciabili nella nostra circolare 9-2018 che segnala il DM 571 del 19-12-2017 (“Direttive e calendario per le limitazioni alla circolazione stradale fuori dai centri abitati per l’anno 2018”): all’articolo 3, comma 1, lettera g) tale decreto individua come esclusi dagli obblighi i mezzi che distribuiscono combustibili liquidi o gassosi agli utenti finali, quindi tutta la distribuzione secondaria di GPL in bombole e sfuso.

    Non esiste un atto specifico che qualifichi il servizio GPL come “servizio essenziale”, quanto invece ogni anno questo tipo di decreto rinnova sostanzialmente inalterato l’elenco di attività escluse dai divieti tra cui, come anticipavo, è compresa anche la distribuzione secondaria di GPL.

    Cordiali saluti.

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    Distinti Saluti
    Dott. P. Viganò
    dettaglio
  • Ritardi nella risposta da parte del Comando Provinciale VV.F.: vale il silenzio-assenso?

    domanda

    Buongiorno,
    un dubbio in merito ad un caso che ci sta capitando. Abbiamo installato presso una azienda un serbatoio da 12.500 litri, abbiamo presentato l'esame progetto al Comando Provinciale VVF, sono passati più di 60 gg e nessuno si è fatto vivo…..oltre alle sollecitazioni si può fare qualcos’altro?

    Vale la regola del silenzio-diniego?

    Grazie e arrivederci.

    risposta

    Buongiorno,
    purtroppo non si può fare niente: serve solo aspettare che dal Comando diano risposta, magari sollecitandoli in merito alla superata scadenza.

    Infatti la normativa di prevenzione incendi non prevede più il "silenzio-diniego" come era previsto prima, ma d'altronde non si può neppure applicare il "silenzio-assenso" perché non previsto in materia di sicurezza (legge 241/90 art 20 comma 4)

    Cordiali saluti.

    --
    Distinti Saluti
    Dott. P. Viganò
    dettaglio

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